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13/04/2026
13/04/2026
Settimana Mondiale delle Vaccinazioni: sedute straordinarie nei centri vaccinali di ASST Sette Laghi
In occasione della Settimana Mondiale delle Vaccinazioni, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ASST Sette Laghi attiva sedute vaccinali straordinarie su tutto il territorio.
L’iniziativa è finalizzata al recupero delle vaccinazioni previste dai calendari regionali e al miglioramento delle coperture vaccinali nella popolazione. I Centri vaccinali garantiranno, inoltre, attività di chiamata attiva per il recupero delle coorti.
Le sedute sono rivolte a tutte le fasce di età e rappresentano un’opportunità concreta per aggiornare la propria posizione vaccinale, contribuendo alla tutela della salute individuale e collettiva.
L’accesso è previsto secondo le modalità indicate per ciascuna sede, con possibilità di accesso libero nelle giornate dedicate o tramite convocazione. Si raccomanda ai cittadini di presentarsi con la documentazione vaccinale disponibile.
Venerdì 24 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
Lunedì 27 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
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Laveno-Mombello – Casa di Comunità: 14.00 – 16.00
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Arcisate – Casa di Comunità: 14.00 – 16.00
Martedì 28 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
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Luino – Centro Vaccinale: 14.00 – 16.00
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Sesto Calende – Centro Vaccinale: 14.00 – 16.00
Mercoledì 29 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
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Azzate – Centro Vaccinale di Gazzada: 14.00 – 16.00
Giovedì 30 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
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Tradate – Casa di Comunità: 14.00 – 16.00
La vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione, efficace nel ridurre il rischio di insorgenza e diffusione di numerose malattie infettive.
Per ulteriori informazioni su modalità di accesso, sedi e orari è possibile consultare il link.
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13/04/2026
13/04/2026
Modifiche temporanee alla viabilità interna dell’Ospedale di Varese per i lavori del nuovo Day Center 2
Proseguono i lavori del cantiere per la realizzazione del nuovo Day Center 2 all’interno dell’Ospedale di Varese. Le modifiche alla viabilità si rendono necessarie per consentire lo scarico delle scale mobili da installare nel nuovo edificio: dalle ore 13.00 di venerdì 17 aprile 2026 e per l’intera giornata di sabato 18 aprile 2026 la viabilità interna dell’ospedale subirà pertanto variazioni temporanee, come indicato nella planimetria allegata.
In particolare, sarà chiuso il tratto di viabilità adiacente al cantiere, dall’ingresso del parcheggio S. Maria fino a Villa Tamagno.
Per limitare i disagi e garantire la sicurezza della circolazione interna, l’impresa costruttrice metterà a disposizione personale addetto all’assistenza alla viabilità e sarà predisposta un’adeguata segnaletica temporanea.
Si invitano gli utenti, i visitatori e il personale a prestare attenzione alle indicazioni presenti sul posto e a seguire i percorsi alternativi segnalati.
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10/04/2026
10/04/2026
Ospedale di Luino: dal 14 al 16 aprile modifiche temporanee agli accessi per attività di cantiere
Dalle ore 7.00 di martedì 14 aprile 2026 e fino alle ore 18.00 di giovedì 16 aprile 2026, l’ingresso principale dell’Ospedale di Luino, in corrispondenza della Portineria, sarà temporaneamente chiuso al passaggio di pedoni e veicoli per consentire i lavori di cantiere.
Durante il periodo interessato dai lavori, gli accessi alla struttura saranno riorganizzati come segue:
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il cancello lato Padiglione Pronto Soccorso resterà aperto per tutta la durata dei lavori e sarà utilizzato come ingresso e uscita per le ambulanze e come accesso pedonale per gli utenti,
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il cancello lato centrale termica resterà aperto e sarà destinato all’ingresso e all’uscita di dipendenti e fornitori/merci.
L’Azienda si scusa per gli eventuali disagi arrecati e ringrazia per la collaborazione.
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03/04/2026
03/04/2026
Soroptimist International d’Italia – Club Varese finanzia una borsa di studio sulla fibrosi polmonare in memoria di Maria Vittoria Tenconi
Il Soroptimist International d’Italia – Club Varese annuncia l’istituzione di una borsa di studio biennale del valore di 50.000 euro, resa possibile grazie a una generosa donazione, e dedicata alla memoria della socia Maria Vittoria Tenconi.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica nel campo della genetica medica, con particolare riferimento allo studio dei fattori genetici di predisposizione alla fibrosi polmonare, patologia cronica che colpì prematuramente Maria Vittoria Tenconi, in un periodo in cui le cause della malattia erano ancora poco conosciute.
Oggi, la ricerca ha evidenziato come, accanto ai fattori ambientali, esistano importanti componenti genetiche coinvolte nello sviluppo della malattia. In circa il 20% dei casi, infatti, si riscontra una familiarità, associata a specifiche varianti genetiche. Questo rende fondamentale approfondire tali aspetti per migliorare diagnosi, gestione e prevenzione.
La borsa di studio è stata assegnata alla Dott.ssa Caterina Barbieri, biotecnologa esperta nell’analisi dei dati genetici mediante tecnologie di Next Generation Sequencing (NGS), che svolgerà la propria attività nella Struttura di Genetica Medica diretta dalla Dott.ssa Rossana Righi.
Il progetto prevede l’utilizzo della tecnica di Whole Exome Sequencing (WES) su pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica, con l’obiettivo di identificare eventuali cause genetiche alla base della patologia. L’attività consentirà non solo di individuare varianti genetiche potenzialmente responsabili della malattia, ma anche di evidenziare eventuali varianti familiari utili per la caratterizzazione clinica, la valutazione del rischio nei familiari e lo sviluppo di strategie di prevenzione.
Le indagini genetiche saranno condotte in collaborazione con specialisti pneumologi. La selezione dei pazienti e la richiesta degli esami genetici saranno curate dalla Dott.ssa Dania Mazzola, in forze alla Pneumologia diretta dalla Dott.ssa Cinzia Gambarini, con il supporto di un percorso dedicato di counseling genetico.
“La possibilità di applicare tecnologie avanzate come il Whole Exome Sequencing in un contesto clinico rappresenta un’opportunità importante per migliorare la conoscenza delle basi genetiche della fibrosi polmonare idiopatica,” dichiara la Dott.ssa Rossana Righi. “Questo progetto potrà contribuire in modo significativo non solo alla ricerca, ma anche alla presa in carico dei pazienti e delle loro famiglie.”
“Con questa iniziativa – dichiara il Club Varese – desideriamo onorare la memoria della nostra cara socia sostenendo un progetto di ricerca innovativo e di grande rilevanza sociale, con un’attenzione particolare alla promozione del talento femminile in ambito scientifico.”
Nella foto, a sinistra la Dr.ssa Caterina Barbieri, assegnataria della borsa di studio, e, a destra, la Dr.ssa Dania Mazzola, pneumologa.
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02/04/2026
02/04/2026
Successo a Varese per il VI Interregional Event sulla leucemia linfatica cronica: ricerca e clinica a confronto internazionale
Si è svolto il 27 e 28 marzo scorsi, con grande successo, al Palace Grand Hotel di Varese, il VI Interregional Event “Connecting Research to Clinic in Chronic Lymphocytic Leukemia”, patrocinato da ASST Sette Laghi e dall’Università degli Studi dell’Insubria, due giornate di confronto scientifico dedicate alla leucemia linfatica cronica (CLL) che hanno riunito esperti di primo piano a livello nazionale e internazionale.
Come anticipato nel comunicato stampa di presentazione, l’evento ha confermato l’obiettivo di favorire il dialogo tra ricerca di base e pratica clinica, offrendo una visione integrata dei più recenti sviluppi nel campo della biologia, della diagnosi e della terapia della CLL.
I lavori si sono aperti con gli interventi di Emanuele Angelucci e Marta Coscia, che hanno inaugurato ufficialmente il congresso, sotto il coordinamento scientifico di un panel di chairmen di alto profilo, a testimonianza del livello di eccellenza accademica e professionale dell’incontro.
Il programma scientifico ha approfondito temi di grande attualità, tra cui l’evoluzione clonale, l’immunogenetica, i meccanismi di resistenza ai nuovi farmaci target e le basi immunologiche per lo sviluppo di approcci innovativi di immunoterapia, con un focus particolare sulle strategie terapeutiche personalizzate e sull’ottimizzazione del trattamento di prima linea.
Tra gli interventi più apprezzati si sono distinti quelli di Kostas Stamatopoulos, che ha illustrato i progressi dell’immunogenetica applicata alla terapia della CLL, e di Andy Rawstron, che ha evidenziato il ruolo cruciale della standardizzazione della malattia minima residua (MRD) nella valutazione della risposta clinica.
La partecipazione di relatori provenienti da centri di ricerca e ospedali di Genova, Milano, Torino, Trieste, Heidelberg, Barcellona, Leeds e New York ha ulteriormente testimoniato il respiro internazionale e la qualità scientifica del congresso, promuovendo un confronto multidisciplinare di alto livello.
L’evento si è confermato un punto di riferimento per la comunità scientifica, favorendo la condivisione di conoscenze, la definizione di nuove linee di ricerca e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni accademiche e cliniche impegnate nella cura della leucemia linfatica cronica.
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02/04/2026
02/04/2026
Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Filippo del Ponte di Varese: un’eccellenza al servizio dei più piccoli e delle loro famiglie
La Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’Ospedale Filippo del Ponte si conferma anche nel 2025 un punto di riferimento di altissimo livello per la cura dei neonati, in particolare dei più fragili e prematuri. La struttura è guidata dal Prof. Massimo Agosti, Direttore del Dipartimento Materno Infantile di ASST Sette Laghi, ed è coordinata dalla Dott.ssa Angela Bossi. Un’organizzazione che rappresenta una vera eccellenza sanitaria, capace di coniugare competenza clinica, innovazione e attenzione alla dimensione umana della cura.
Nel corso del 2025 sono stati registrati 2.772 nati, con 50 neonati di peso inferiore a 1.500 grammi, di cui 14 al di sotto dei 1.000 grammi. I neonati fragili sono stati 592, tra cui 102 prematuri. Significativo anche il dato relativo ai trasporti neonatali (153) e agli interventi chirurgici maggiori(27), a testimonianza della complessità dei casi trattati.
Particolarmente rilevante è l’esito clinico dei neonati nati molto prematuri e di peso inferiore ai 1.000 grammi, dimessi in un’altissima percentuale di casi sono attualmente in follow-up, senza patologie rilevanti, un risultato che evidenzia l’elevata qualità dell’assistenza e delle cure erogate.
«Questi risultati dimostrano quanto sia fondamentale un lavoro di squadra altamente specializzato e continuo», sottolinea il Prof. Massimo Agosti. «La nostra Terapia Intensiva Neonatale rappresenta un punto di riferimento non solo per la capacità di gestire casi complessi, ma anche per l’attenzione alla qualità della vita futura dei nostri piccoli pazienti. L’obiettivo non è solo curare, ma garantire le migliori prospettive di sviluppo possibili».
Accanto all’attività clinica, la TIN si distingue per un approccio multidisciplinare e integrato. Il Dott. Davide Casella si occupa della riabilitazione oro-faringea, supportando lo sviluppo della suzione sia nei neonati prematuri sia nei nati a termine con patologie. La Dott.ssa Elena Bolis garantisce invece un fondamentale supporto psicologico ai genitori, accompagnandoli nei percorsi spesso complessi legati alla nascita prematura o alla presenza di patologie.
«La presa in carico del neonato fragile non può prescindere dal coinvolgimento attivo della famiglia», evidenzia la Dott.ssa Angela Bossi. «Per questo abbiamo sviluppato un modello organizzativo che mette al centro i genitori, rendendoli parte integrante del percorso di cura, anche grazie a spazi e servizi pensati per favorire la loro presenza costante».
Determinante anche il contributo dell’Associazione TINCONTRO, che promuove iniziative innovative all’interno del reparto. Tra queste, da 15 anni vi è la Musicoterapia, un’intuizione affidata alla Dott.ssa Barbara Sgobbi, specializzata in ambito perinatale e neonatale. Attraverso l’uso terapeutico della musica, l’intervento favorisce lo sviluppo neurologico dei neonati prematuri e contribuisce a creare un ambiente più accogliente e rassicurante per i neonati e le loro famiglie.
Di grande valore anche il “Progetto Matilde”, pensato per sostenere le famiglie dei neonati molto prematuri o affetti da patologie complesse durante le lunghe degenze. Il progetto offre strumenti concreti per permettere ai genitori di partecipare attivamente alla cura dei propri figli, attraverso la lettura condivisa di libri selezionati e raccolti in apposite box.
Elemento distintivo della Neonatologia e TIN del Ponte è inoltre l’organizzazione basata sulle Single Family Room, che consente la presenza continua dei genitori accanto al neonato ricoverato, 24 ore su 24, con la possibilità per uno di loro di pernottare nella stanza.
«L’umanizzazione delle cure è parte integrante dell’eccellenza clinica», conclude la Dott.ssa Angela Bossi. «Creare un ambiente accogliente, sostenere i genitori e accompagnarli in un momento così delicato significa prendersi cura davvero del neonato, nella sua totalità».
La Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Filippo del Ponte si conferma così una realtà d’eccellenza, capace di coniugare risultati clinici di alto livello con un’attenzione profonda alla qualità della vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.
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01/04/2026
01/04/2026
Si amplia l’offerta del polo territoriale di ASST Sette Laghi: attivo l’Ospedale di Comunità di Tradate
Si amplia ulteriormente l’offerta del Polo territoriale di ASST Sette Laghi con l’attivazione dell’Ospedale di Comunità di Tradate, nuovo presidio dedicato alla presa in carico di pazienti fragili e cronici in condizioni cliniche stabili, che necessitano di assistenza sanitaria continuativa a bassa intensità. La struttura è ubicata al secondo piano del padiglione Medicina dell’Ospedale Galmarini di Tradate, afferisce al Distretto di Tradate, di cui è responsabile la dott.ssa Miriam Oggioni, ed è aperta alle richieste provenienti da tutte le strutture di ricovero per acuti e dai Medici di Assistenza Primaria del territorio dell’ASST Sette Laghi.
Proprio per oggi è in programma il primo ricovero, a cui ne seguirà un secondo domani. I posti letto, da 2, aumenteranno gradualmente, fino alla dotazione complessiva, che sarà di 20 posti letto.
“L’attivazione dell’Ospedale di Comunità di Tradate rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento dell’assistenza territoriale della nostra Azienda – sottolinea il Direttore Sociosanitario di ASST Sette Laghi, Giuseppe Calicchio – Si tratta di un presidio che amplia concretamente l’offerta dei servizi di prossimità e consente di rispondere in modo più appropriato ai bisogni delle persone fragili e croniche, assicurando continuità tra ospedale, territorio e domicilio. In questo modo consolidiamo una rete assistenziale sempre più integrata, capace di accompagnare il paziente nel setting di cura più adeguato”.
L’Ospedale di Comunità è una struttura sanitaria intermedia a ricovero breve, a gestione prevalentemente infermieristica, pensata per accogliere pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere per acuti, ma che hanno ancora bisogno di assistenza sanitaria continuativa, monitoraggio clinico, supporto nel recupero funzionale e accompagnamento verso il rientro al domicilio o verso altri setting assistenziali più appropriati.
Le richieste di accesso vengono valutate dalla Centrale Operativa Territoriale aziendale, secondo disponibilità e tempi di attesa. L’accesso è rivolto ai pazienti segnalati dalle strutture di ricovero per acuti e dai Medici di Assistenza Primaria de territorio di ASST Sette Laghi, nell’ambito di un percorso di presa in carico orientato alla continuità assistenziale.
La struttura di Tradate si inserisce pienamente nel sistema dei servizi territoriali aziendali, contribuendo a rafforzare il raccordo tra ospedale e territorio e a offrire una risposta appropriata ai bisogni assistenziali della popolazione, in particolare nelle fasi successive alla dimissione ospedaliera o nei casi in cui sia necessario un ricovero intermedio prima del ritorno al domicilio o dell’inserimento in altro setting di cura.
L’assistenza erogata si fonda su un approccio multidisciplinare e personalizzato, finalizzato alla stabilizzazione del paziente, al recupero funzionale, all’educazione all’autoassistenza e al coinvolgimento del caregiver. Per quanto riguarda l’assistenza medica, il personale medico dell’Ospedale di Comunità dipende direttamente dal Direttore della Medicina Generale dell’Ospedale di Tradate, dott. Mauro Molteni.
L’attivazione dell’Ospedale di Comunità di Tradate si inserisce nel percorso di attuazione della riforma dell’assistenza territoriale delineata dal DM 77/2022, che individua proprio negli Ospedali di Comunità uno degli strumenti chiave per rafforzare la sanità di prossimità, favorire la deospedalizzazione e garantire una presa in carico più appropriata e continuativa dei cittadini.
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01/04/2026
01/04/2026
Giornata mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo: diagnosi precoce e interventi tempestivi al centro delle iniziative di ASST Sette Laghi
In occasione della Giornata mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, che cade il 2 aprile, la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza di ASST Sette Laghi presentano due importanti iniziative attive sul territorio, finalizzate all’identificazione precoce dei disturbi del neurosviluppo e all’avvio tempestivo di interventi mirati.
A partire dal 2022, nell’ambito di un progetto promosso dall’Istituto Superiore di Sanità e recepito da Regione Lombardia, è stata avviata una collaborazione strutturata con i Pediatri di Libera Scelta. In occasione del V bilancio di salute, tra i 18 e i 24 mesi di vita, viene effettuato uno screening per i disturbi del neurosviluppo tramite la CHAT (Checklist for Autism in Toddlers), utilizzando la piattaforma regionale Win4ASD.
Questo percorso consente, in caso di esito indicativo di rischio, l’invio al Nucleo Funzionale Autismo (in cui operano la neuropsichiatra infantile Eleonora Mura e le psicologhe Loriana Simeoni e Giulia Tombini), e la programmazione di una prima visita specialistica entro 30 giorni dalla ricezione del questionario. Si garantisce così alle famiglie un accesso prioritario a una valutazione approfondita e l’avvio precoce di interventi personalizzati sulla base delle difficoltà rilevate.
Al termine del percorso diagnostico, viene inoltre proposto ai genitori un programma di accompagnamento denominato CST (Caregiver Skills Training), anch’esso promosso dall’Istituto Superiore di Sanità. Il percorso prevede incontri in piccolo gruppo e sessioni individuali in modalità di home visiting, con l’obiettivo di sostenere le famiglie in una fase particolarmente delicata, spesso caratterizzata da smarrimento e sofferenza.
Parallelamente, grazie alla collaborazione con IRCCS Eugenio Medea, è stato avviato un ulteriore progetto di screening precoce per il sospetto di autismo, in sinergia con la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e in particolare con la Neuropsichiatra dell'infanzia Marta Quadrelli. Il progetto si avvale di TeleNIDA, uno strumento di osservazione del neurosviluppo in telemedicina, particolarmente rilevante per il monitoraggio dei neonati pretermine.
Il protocollo di ricerca prevede un ruolo attivo dei genitori, considerati i primi osservatori dello sviluppo del bambino: attraverso l’invio di video relativi ad attività quotidiane, gli specialisti possono effettuare un’osservazione a distanza e una valutazione strutturata dei segnali precoci di rischio.
“L’individuazione precoce dei segnali di rischio nei disturbi del neurosviluppo rappresenta un passaggio fondamentale per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie - sottolinea il Prof. Massimo Agosti, Direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale - Grazie all’integrazione tra ricerca, tecnologia e partecipazione attiva dei genitori, possiamo intervenire in modo sempre più tempestivo ed efficace, soprattutto nei neonati più fragili come i pretermine”.
“Queste iniziative - aggiunge il Prof. Cristiano Termine, Direttore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza - consentono di costruire una rete virtuosa tra territorio e ospedale, riducendo i tempi di accesso alla diagnosi e offrendo alle famiglie non solo risposte rapide, ma anche strumenti concreti per affrontare il percorso che segue. L’accompagnamento dei genitori è parte integrante della presa in carico e rappresenta un elemento chiave per l’efficacia degli interventi precoci”.
Le due progettualità confermano l’impegno di ASST Sette Laghi nel promuovere modelli innovativi di prevenzione, diagnosi e cura, basati sull’integrazione multidisciplinare e sull’attenzione alla centralità della famiglia.
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13/04/2026
13/04/2026
Settimana Mondiale delle Vaccinazioni: sedute straordinarie nei centri vaccinali di ASST Sette Laghi
In occasione della Settimana Mondiale delle Vaccinazioni, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ASST Sette Laghi attiva sedute vaccinali straordinarie su tutto il territorio.
L’iniziativa è finalizzata al recupero delle vaccinazioni previste dai calendari regionali e al miglioramento delle coperture vaccinali nella popolazione. I Centri vaccinali garantiranno, inoltre, attività di chiamata attiva per il recupero delle coorti.
Le sedute sono rivolte a tutte le fasce di età e rappresentano un’opportunità concreta per aggiornare la propria posizione vaccinale, contribuendo alla tutela della salute individuale e collettiva.
L’accesso è previsto secondo le modalità indicate per ciascuna sede, con possibilità di accesso libero nelle giornate dedicate o tramite convocazione. Si raccomanda ai cittadini di presentarsi con la documentazione vaccinale disponibile.
Venerdì 24 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
Lunedì 27 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
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Laveno-Mombello – Casa di Comunità: 14.00 – 16.00
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Arcisate – Casa di Comunità: 14.00 – 16.00
Martedì 28 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
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Luino – Centro Vaccinale: 14.00 – 16.00
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Sesto Calende – Centro Vaccinale: 14.00 – 16.00
Mercoledì 29 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
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Azzate – Centro Vaccinale di Gazzada: 14.00 – 16.00
Giovedì 30 aprile 2026
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Varese – Centro Vaccinale, viale Borri: 09.00 – 15.00
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Tradate – Casa di Comunità: 14.00 – 16.00
La vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione, efficace nel ridurre il rischio di insorgenza e diffusione di numerose malattie infettive.
Per ulteriori informazioni su modalità di accesso, sedi e orari è possibile consultare il link.
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13/04/2026
13/04/2026
Modifiche temporanee alla viabilità interna dell’Ospedale di Varese per i lavori del nuovo Day Center 2
Proseguono i lavori del cantiere per la realizzazione del nuovo Day Center 2 all’interno dell’Ospedale di Varese. Le modifiche alla viabilità si rendono necessarie per consentire lo scarico delle scale mobili da installare nel nuovo edificio: dalle ore 13.00 di venerdì 17 aprile 2026 e per l’intera giornata di sabato 18 aprile 2026 la viabilità interna dell’ospedale subirà pertanto variazioni temporanee, come indicato nella planimetria allegata.
In particolare, sarà chiuso il tratto di viabilità adiacente al cantiere, dall’ingresso del parcheggio S. Maria fino a Villa Tamagno.
Per limitare i disagi e garantire la sicurezza della circolazione interna, l’impresa costruttrice metterà a disposizione personale addetto all’assistenza alla viabilità e sarà predisposta un’adeguata segnaletica temporanea.
Si invitano gli utenti, i visitatori e il personale a prestare attenzione alle indicazioni presenti sul posto e a seguire i percorsi alternativi segnalati.
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10/04/2026
10/04/2026
Ospedale di Luino: dal 14 al 16 aprile modifiche temporanee agli accessi per attività di cantiere
Dalle ore 7.00 di martedì 14 aprile 2026 e fino alle ore 18.00 di giovedì 16 aprile 2026, l’ingresso principale dell’Ospedale di Luino, in corrispondenza della Portineria, sarà temporaneamente chiuso al passaggio di pedoni e veicoli per consentire i lavori di cantiere.
Durante il periodo interessato dai lavori, gli accessi alla struttura saranno riorganizzati come segue:
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il cancello lato Padiglione Pronto Soccorso resterà aperto per tutta la durata dei lavori e sarà utilizzato come ingresso e uscita per le ambulanze e come accesso pedonale per gli utenti,
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il cancello lato centrale termica resterà aperto e sarà destinato all’ingresso e all’uscita di dipendenti e fornitori/merci.
L’Azienda si scusa per gli eventuali disagi arrecati e ringrazia per la collaborazione.
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03/04/2026
03/04/2026
Soroptimist International d’Italia – Club Varese finanzia una borsa di studio sulla fibrosi polmonare in memoria di Maria Vittoria Tenconi
Il Soroptimist International d’Italia – Club Varese annuncia l’istituzione di una borsa di studio biennale del valore di 50.000 euro, resa possibile grazie a una generosa donazione, e dedicata alla memoria della socia Maria Vittoria Tenconi.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica nel campo della genetica medica, con particolare riferimento allo studio dei fattori genetici di predisposizione alla fibrosi polmonare, patologia cronica che colpì prematuramente Maria Vittoria Tenconi, in un periodo in cui le cause della malattia erano ancora poco conosciute.
Oggi, la ricerca ha evidenziato come, accanto ai fattori ambientali, esistano importanti componenti genetiche coinvolte nello sviluppo della malattia. In circa il 20% dei casi, infatti, si riscontra una familiarità, associata a specifiche varianti genetiche. Questo rende fondamentale approfondire tali aspetti per migliorare diagnosi, gestione e prevenzione.
La borsa di studio è stata assegnata alla Dott.ssa Caterina Barbieri, biotecnologa esperta nell’analisi dei dati genetici mediante tecnologie di Next Generation Sequencing (NGS), che svolgerà la propria attività nella Struttura di Genetica Medica diretta dalla Dott.ssa Rossana Righi.
Il progetto prevede l’utilizzo della tecnica di Whole Exome Sequencing (WES) su pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica, con l’obiettivo di identificare eventuali cause genetiche alla base della patologia. L’attività consentirà non solo di individuare varianti genetiche potenzialmente responsabili della malattia, ma anche di evidenziare eventuali varianti familiari utili per la caratterizzazione clinica, la valutazione del rischio nei familiari e lo sviluppo di strategie di prevenzione.
Le indagini genetiche saranno condotte in collaborazione con specialisti pneumologi. La selezione dei pazienti e la richiesta degli esami genetici saranno curate dalla Dott.ssa Dania Mazzola, in forze alla Pneumologia diretta dalla Dott.ssa Cinzia Gambarini, con il supporto di un percorso dedicato di counseling genetico.
“La possibilità di applicare tecnologie avanzate come il Whole Exome Sequencing in un contesto clinico rappresenta un’opportunità importante per migliorare la conoscenza delle basi genetiche della fibrosi polmonare idiopatica,” dichiara la Dott.ssa Rossana Righi. “Questo progetto potrà contribuire in modo significativo non solo alla ricerca, ma anche alla presa in carico dei pazienti e delle loro famiglie.”
“Con questa iniziativa – dichiara il Club Varese – desideriamo onorare la memoria della nostra cara socia sostenendo un progetto di ricerca innovativo e di grande rilevanza sociale, con un’attenzione particolare alla promozione del talento femminile in ambito scientifico.”
Nella foto, a sinistra la Dr.ssa Caterina Barbieri, assegnataria della borsa di studio, e, a destra, la Dr.ssa Dania Mazzola, pneumologa.
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02/04/2026
02/04/2026
Successo a Varese per il VI Interregional Event sulla leucemia linfatica cronica: ricerca e clinica a confronto internazionale
Si è svolto il 27 e 28 marzo scorsi, con grande successo, al Palace Grand Hotel di Varese, il VI Interregional Event “Connecting Research to Clinic in Chronic Lymphocytic Leukemia”, patrocinato da ASST Sette Laghi e dall’Università degli Studi dell’Insubria, due giornate di confronto scientifico dedicate alla leucemia linfatica cronica (CLL) che hanno riunito esperti di primo piano a livello nazionale e internazionale.
Come anticipato nel comunicato stampa di presentazione, l’evento ha confermato l’obiettivo di favorire il dialogo tra ricerca di base e pratica clinica, offrendo una visione integrata dei più recenti sviluppi nel campo della biologia, della diagnosi e della terapia della CLL.
I lavori si sono aperti con gli interventi di Emanuele Angelucci e Marta Coscia, che hanno inaugurato ufficialmente il congresso, sotto il coordinamento scientifico di un panel di chairmen di alto profilo, a testimonianza del livello di eccellenza accademica e professionale dell’incontro.
Il programma scientifico ha approfondito temi di grande attualità, tra cui l’evoluzione clonale, l’immunogenetica, i meccanismi di resistenza ai nuovi farmaci target e le basi immunologiche per lo sviluppo di approcci innovativi di immunoterapia, con un focus particolare sulle strategie terapeutiche personalizzate e sull’ottimizzazione del trattamento di prima linea.
Tra gli interventi più apprezzati si sono distinti quelli di Kostas Stamatopoulos, che ha illustrato i progressi dell’immunogenetica applicata alla terapia della CLL, e di Andy Rawstron, che ha evidenziato il ruolo cruciale della standardizzazione della malattia minima residua (MRD) nella valutazione della risposta clinica.
La partecipazione di relatori provenienti da centri di ricerca e ospedali di Genova, Milano, Torino, Trieste, Heidelberg, Barcellona, Leeds e New York ha ulteriormente testimoniato il respiro internazionale e la qualità scientifica del congresso, promuovendo un confronto multidisciplinare di alto livello.
L’evento si è confermato un punto di riferimento per la comunità scientifica, favorendo la condivisione di conoscenze, la definizione di nuove linee di ricerca e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni accademiche e cliniche impegnate nella cura della leucemia linfatica cronica.
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02/04/2026
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Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Filippo del Ponte di Varese: un’eccellenza al servizio dei più piccoli e delle loro famiglie
La Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’Ospedale Filippo del Ponte si conferma anche nel 2025 un punto di riferimento di altissimo livello per la cura dei neonati, in particolare dei più fragili e prematuri. La struttura è guidata dal Prof. Massimo Agosti, Direttore del Dipartimento Materno Infantile di ASST Sette Laghi, ed è coordinata dalla Dott.ssa Angela Bossi. Un’organizzazione che rappresenta una vera eccellenza sanitaria, capace di coniugare competenza clinica, innovazione e attenzione alla dimensione umana della cura.
Nel corso del 2025 sono stati registrati 2.772 nati, con 50 neonati di peso inferiore a 1.500 grammi, di cui 14 al di sotto dei 1.000 grammi. I neonati fragili sono stati 592, tra cui 102 prematuri. Significativo anche il dato relativo ai trasporti neonatali (153) e agli interventi chirurgici maggiori(27), a testimonianza della complessità dei casi trattati.
Particolarmente rilevante è l’esito clinico dei neonati nati molto prematuri e di peso inferiore ai 1.000 grammi, dimessi in un’altissima percentuale di casi sono attualmente in follow-up, senza patologie rilevanti, un risultato che evidenzia l’elevata qualità dell’assistenza e delle cure erogate.
«Questi risultati dimostrano quanto sia fondamentale un lavoro di squadra altamente specializzato e continuo», sottolinea il Prof. Massimo Agosti. «La nostra Terapia Intensiva Neonatale rappresenta un punto di riferimento non solo per la capacità di gestire casi complessi, ma anche per l’attenzione alla qualità della vita futura dei nostri piccoli pazienti. L’obiettivo non è solo curare, ma garantire le migliori prospettive di sviluppo possibili».
Accanto all’attività clinica, la TIN si distingue per un approccio multidisciplinare e integrato. Il Dott. Davide Casella si occupa della riabilitazione oro-faringea, supportando lo sviluppo della suzione sia nei neonati prematuri sia nei nati a termine con patologie. La Dott.ssa Elena Bolis garantisce invece un fondamentale supporto psicologico ai genitori, accompagnandoli nei percorsi spesso complessi legati alla nascita prematura o alla presenza di patologie.
«La presa in carico del neonato fragile non può prescindere dal coinvolgimento attivo della famiglia», evidenzia la Dott.ssa Angela Bossi. «Per questo abbiamo sviluppato un modello organizzativo che mette al centro i genitori, rendendoli parte integrante del percorso di cura, anche grazie a spazi e servizi pensati per favorire la loro presenza costante».
Determinante anche il contributo dell’Associazione TINCONTRO, che promuove iniziative innovative all’interno del reparto. Tra queste, da 15 anni vi è la Musicoterapia, un’intuizione affidata alla Dott.ssa Barbara Sgobbi, specializzata in ambito perinatale e neonatale. Attraverso l’uso terapeutico della musica, l’intervento favorisce lo sviluppo neurologico dei neonati prematuri e contribuisce a creare un ambiente più accogliente e rassicurante per i neonati e le loro famiglie.
Di grande valore anche il “Progetto Matilde”, pensato per sostenere le famiglie dei neonati molto prematuri o affetti da patologie complesse durante le lunghe degenze. Il progetto offre strumenti concreti per permettere ai genitori di partecipare attivamente alla cura dei propri figli, attraverso la lettura condivisa di libri selezionati e raccolti in apposite box.
Elemento distintivo della Neonatologia e TIN del Ponte è inoltre l’organizzazione basata sulle Single Family Room, che consente la presenza continua dei genitori accanto al neonato ricoverato, 24 ore su 24, con la possibilità per uno di loro di pernottare nella stanza.
«L’umanizzazione delle cure è parte integrante dell’eccellenza clinica», conclude la Dott.ssa Angela Bossi. «Creare un ambiente accogliente, sostenere i genitori e accompagnarli in un momento così delicato significa prendersi cura davvero del neonato, nella sua totalità».
La Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Filippo del Ponte si conferma così una realtà d’eccellenza, capace di coniugare risultati clinici di alto livello con un’attenzione profonda alla qualità della vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.
Ultime notizie
01/04/2026
01/04/2026
Si amplia l’offerta del polo territoriale di ASST Sette Laghi: attivo l’Ospedale di Comunità di Tradate
Si amplia ulteriormente l’offerta del Polo territoriale di ASST Sette Laghi con l’attivazione dell’Ospedale di Comunità di Tradate, nuovo presidio dedicato alla presa in carico di pazienti fragili e cronici in condizioni cliniche stabili, che necessitano di assistenza sanitaria continuativa a bassa intensità. La struttura è ubicata al secondo piano del padiglione Medicina dell’Ospedale Galmarini di Tradate, afferisce al Distretto di Tradate, di cui è responsabile la dott.ssa Miriam Oggioni, ed è aperta alle richieste provenienti da tutte le strutture di ricovero per acuti e dai Medici di Assistenza Primaria del territorio dell’ASST Sette Laghi.
Proprio per oggi è in programma il primo ricovero, a cui ne seguirà un secondo domani. I posti letto, da 2, aumenteranno gradualmente, fino alla dotazione complessiva, che sarà di 20 posti letto.
“L’attivazione dell’Ospedale di Comunità di Tradate rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento dell’assistenza territoriale della nostra Azienda – sottolinea il Direttore Sociosanitario di ASST Sette Laghi, Giuseppe Calicchio – Si tratta di un presidio che amplia concretamente l’offerta dei servizi di prossimità e consente di rispondere in modo più appropriato ai bisogni delle persone fragili e croniche, assicurando continuità tra ospedale, territorio e domicilio. In questo modo consolidiamo una rete assistenziale sempre più integrata, capace di accompagnare il paziente nel setting di cura più adeguato”.
L’Ospedale di Comunità è una struttura sanitaria intermedia a ricovero breve, a gestione prevalentemente infermieristica, pensata per accogliere pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere per acuti, ma che hanno ancora bisogno di assistenza sanitaria continuativa, monitoraggio clinico, supporto nel recupero funzionale e accompagnamento verso il rientro al domicilio o verso altri setting assistenziali più appropriati.
Le richieste di accesso vengono valutate dalla Centrale Operativa Territoriale aziendale, secondo disponibilità e tempi di attesa. L’accesso è rivolto ai pazienti segnalati dalle strutture di ricovero per acuti e dai Medici di Assistenza Primaria de territorio di ASST Sette Laghi, nell’ambito di un percorso di presa in carico orientato alla continuità assistenziale.
La struttura di Tradate si inserisce pienamente nel sistema dei servizi territoriali aziendali, contribuendo a rafforzare il raccordo tra ospedale e territorio e a offrire una risposta appropriata ai bisogni assistenziali della popolazione, in particolare nelle fasi successive alla dimissione ospedaliera o nei casi in cui sia necessario un ricovero intermedio prima del ritorno al domicilio o dell’inserimento in altro setting di cura.
L’assistenza erogata si fonda su un approccio multidisciplinare e personalizzato, finalizzato alla stabilizzazione del paziente, al recupero funzionale, all’educazione all’autoassistenza e al coinvolgimento del caregiver. Per quanto riguarda l’assistenza medica, il personale medico dell’Ospedale di Comunità dipende direttamente dal Direttore della Medicina Generale dell’Ospedale di Tradate, dott. Mauro Molteni.
L’attivazione dell’Ospedale di Comunità di Tradate si inserisce nel percorso di attuazione della riforma dell’assistenza territoriale delineata dal DM 77/2022, che individua proprio negli Ospedali di Comunità uno degli strumenti chiave per rafforzare la sanità di prossimità, favorire la deospedalizzazione e garantire una presa in carico più appropriata e continuativa dei cittadini.
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01/04/2026
01/04/2026
Giornata mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo: diagnosi precoce e interventi tempestivi al centro delle iniziative di ASST Sette Laghi
In occasione della Giornata mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, che cade il 2 aprile, la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza di ASST Sette Laghi presentano due importanti iniziative attive sul territorio, finalizzate all’identificazione precoce dei disturbi del neurosviluppo e all’avvio tempestivo di interventi mirati.
A partire dal 2022, nell’ambito di un progetto promosso dall’Istituto Superiore di Sanità e recepito da Regione Lombardia, è stata avviata una collaborazione strutturata con i Pediatri di Libera Scelta. In occasione del V bilancio di salute, tra i 18 e i 24 mesi di vita, viene effettuato uno screening per i disturbi del neurosviluppo tramite la CHAT (Checklist for Autism in Toddlers), utilizzando la piattaforma regionale Win4ASD.
Questo percorso consente, in caso di esito indicativo di rischio, l’invio al Nucleo Funzionale Autismo (in cui operano la neuropsichiatra infantile Eleonora Mura e le psicologhe Loriana Simeoni e Giulia Tombini), e la programmazione di una prima visita specialistica entro 30 giorni dalla ricezione del questionario. Si garantisce così alle famiglie un accesso prioritario a una valutazione approfondita e l’avvio precoce di interventi personalizzati sulla base delle difficoltà rilevate.
Al termine del percorso diagnostico, viene inoltre proposto ai genitori un programma di accompagnamento denominato CST (Caregiver Skills Training), anch’esso promosso dall’Istituto Superiore di Sanità. Il percorso prevede incontri in piccolo gruppo e sessioni individuali in modalità di home visiting, con l’obiettivo di sostenere le famiglie in una fase particolarmente delicata, spesso caratterizzata da smarrimento e sofferenza.
Parallelamente, grazie alla collaborazione con IRCCS Eugenio Medea, è stato avviato un ulteriore progetto di screening precoce per il sospetto di autismo, in sinergia con la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e in particolare con la Neuropsichiatra dell'infanzia Marta Quadrelli. Il progetto si avvale di TeleNIDA, uno strumento di osservazione del neurosviluppo in telemedicina, particolarmente rilevante per il monitoraggio dei neonati pretermine.
Il protocollo di ricerca prevede un ruolo attivo dei genitori, considerati i primi osservatori dello sviluppo del bambino: attraverso l’invio di video relativi ad attività quotidiane, gli specialisti possono effettuare un’osservazione a distanza e una valutazione strutturata dei segnali precoci di rischio.
“L’individuazione precoce dei segnali di rischio nei disturbi del neurosviluppo rappresenta un passaggio fondamentale per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie - sottolinea il Prof. Massimo Agosti, Direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale - Grazie all’integrazione tra ricerca, tecnologia e partecipazione attiva dei genitori, possiamo intervenire in modo sempre più tempestivo ed efficace, soprattutto nei neonati più fragili come i pretermine”.
“Queste iniziative - aggiunge il Prof. Cristiano Termine, Direttore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza - consentono di costruire una rete virtuosa tra territorio e ospedale, riducendo i tempi di accesso alla diagnosi e offrendo alle famiglie non solo risposte rapide, ma anche strumenti concreti per affrontare il percorso che segue. L’accompagnamento dei genitori è parte integrante della presa in carico e rappresenta un elemento chiave per l’efficacia degli interventi precoci”.
Le due progettualità confermano l’impegno di ASST Sette Laghi nel promuovere modelli innovativi di prevenzione, diagnosi e cura, basati sull’integrazione multidisciplinare e sull’attenzione alla centralità della famiglia.



























